Angelo reggicero, scultore senese del secolo XVII

Posti a poco più di due metri dal pavimento, sopra mensole marmoree appese ai pilastri laterali del presbiterio, i due angeli intagliati in legno dorato, mostrano nel panneggio e nelle parti più delicate l'utilizzazione di cartapesta modellata e perfettamente fusa col legno. Le gambe sono avvolte in basso da calze sottili annodate all'altezza dello stinco. Il busto è coperto solo per metà da una tunica corta, annodata su una spalla. Le grandi ali sono intagliate minuziosamente. L'angelo regge con una mano la base del grosso cero, con l'altra un piccolo oggetto rettangolare usato forse per accendere la candela. Il modellato tipologico cui si richiamano i due angeli è evidentemente quello beccafumiano degli angeli portacandelabro del Duomo di Siena, ma interpretato in modi ormai di epoca seicentesca. Si notano anche dei ricordi delle sculture di Domenico Cavedon.

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