FONDAZIONE CONSERVATORI RIUNITI: RESTAURATA CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE MPS LA CHIESA DI SAN RAIMONDO, RICCHEZZA DELL'ARCHITETTURA SENESE – APRIRA' LO SPAZIO ESPOSITIVO DELLA FONDAZIONE . QUESTE AZIONI CONTRIBUIRANNO ALLA CANDIDATURA DI SIENA CAPITALE DELLA CULTURA EUROPEA 2019

In primavera sarà restituita alla città, dopo un complesso intervento, la Chiesa di San Raimondo, in via del Refugio, della Fondazione Conservatori Riuniti, antica istituzione femminile, nei secoli fra le protagoniste della vita culturale e sociale della città.
Il progetto, per oltre 300.000 euro, di concerto con le nostre Soprintendenze, vede già completati il recupero della facciata e il consolidamento della cupola interna, la manutenzione straordinaria della copertura e il restauro pittorico della volta. Il piano si completerà con il ripristino degli interni della Chiesa e l'apertura di uno spazio museale che consentirà al grande pubblico di apprezzare alcuni capolavori già custoditi nella Chiesa di san Raimondo.

Il recupero, spiega il presidente della Fondazione Marcello Rustici, "qualificherà questa importante zona, crocevia di strade del centro storico, dove convergono le facoltà di lettere, di ingegneria, la scuola superiore Santa Chiara dell'Università; altri ambienti fra i protagonisti della città. L'intervento, con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi, aggiunge un importante contributo alla candidatura di Siena capitale della cultura europea 2019. I Conservatori dedicano grande attenzione alla tutela del loro importante patrimonio immobiliare, alle opere d'arte, arredi ed altro. Sono ricchezze della collettività senese che non può permettersi di disperderle o di non valorizzarle". Dopo l'appalto, il cantiere è iniziato a settembre per poi concludersi nei prossimi mesi, spiega l'amministratore della Fondazione Conservatori Maurizio Tedeschi. "La trasformazione dei Conservatori Riuniti in Fondazione di diritto privato e l'attenta gestione dei fondi disponibili, hanno finalmente permesso l'avvio di importanti azioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio dei Conservatori, oggi integralmente catalogato e digitalizzato.In questi ultimi anni, la Fondazione ha promosso un'importante campagna di restauro che, fra le altre opere, ha interessato due dipinti attribuiti a Bernardino Mei, un olio di Astolfo Petrazzi, una bella tela della cerchia di Rutilio Manetti di mano di Bernardino Capitelli. Ed ancora, sono stati restaurati uno straordinario rilievo in terracotta policroma della Madonna col Bambino attribuito a Lorenzo Marrina, ora esposto nella Pinacoteca Nazionale, altri preziosi manufatti.

Inoltre, partner la Soprintendenza dei beni storici e artistici, è stata realizzata un'altra vasta azione di restauro di antiche cornici, arredi lignei e mobili, capitolo del corso di formazione professionale per "tecnico qualificato in restauro del legno" organizzato da Cefoart.

Ricco ed articolato il percorso negli ambienti espositivi della Fondazione Conservatori Riuniti di Siena che, fra l'altro, permetterà di ammirare la famosa bandinella per leggìo, pregiato tessuto della fine del Quattrocento già esposto nella mostra "Le Arti a Siena nel Primo Rinascimento"; il pulpito di Agostino Fantastici; un prezioso paliotto d'argento del XVIII secolo; numerosi altri oggetti e paramenti della liturgia sacra. Ed ancora, l'itinerario svelerà le opere di un importante ciclo pittorico: tre grandi pale d'altare, accompagnate da una serie di tele di minori dimensioni, eseguite sotto il patrocinio di Aurelio Chigi e, dopo la sua morte nel 1610, di suo fratello Agostino, rettore dello Spedale Santa Maria della Scala. Il programma iconografico si sviluppa intorno alle storie di San Galgano, Santa Caterina e San Raimondo di Pennafort. Testimonia la religiosità senese dell'epoca della controriforma: sulla parete sinistra San Michele Arcangelo appare a San Galgano, firmato e datato 1613 da Rutilio Manetti, precede la pala d'altare con la Morte di San Galgano, ritenuta opera di collaborazione tra Ventura Salimbeni e Francesco Vanni. Il ciclo pittorico continua con I parenti tentano di distogliere San Galgano dalla vita eremitica, altra opera di Rutilio Manetti, risalente al 1613. In fondo alla parete sinistra, troviamo la raffigurazione del Miracolo di San Raimondo che cammina sulle acque, attribuita a Stefano Volpi; sulla sinistra dell'altare maggiore, l'Adorazione dei Magi di Astolfo Petrazzi, che precede la grande pala con la Natività con angeli, iniziata da Alessandro Casolani e terminata, dopo la sua morte nel 1607, da Francesco Vanni. Alla destra dell'altare, ancora sulla parete di fondo, è sistemata la Circoncisione di Gesù di Giovanni Battista Giustammiani, detto il Francesino . Spostando lo sguardo sulla parete destra, una tela di Francesco Rustici detto il Rustichino illustra un miracolo del Santo a cui è dedicata la chiesa: San Raimondo resuscita un fanciullo. A lato, Gesù restituisce l'abito del povero a Santa Caterina di Sebastiano Folli e poi la grande pala con le Nozze mistiche di Santa Caterina di Francesco Vanni (1601,) sistemata sull'altare di destra. Chiude il ciclo, Santa Caterina dona il suo mantello al povero, altra opera di Sebastiano Folli.