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La Chiesa di San Raimondo al Refugio rappresenta uno dei più illustri monumenti del Seicento senese, la cui magnificenza si deve al patrocinio della famiglia Chigi, grazie alla quale è importata a Siena la scenografica concezione urbanistica già promossa a Roma con la creazione davanti all’edificio di uno spazio che ne valorizzasse in modo suggestivo il nuovo prospetto. All’interno della Chiesa, nonostante i danni subiti dalla volta nel terremoto del 1798 di cui rimane a memoria un piccolo dipinto che illustra l’evento disastroso, si conserva intatto un inestimabile repertorio di arte senese dei primi due decenni del Seicento. A Rutilio Manetti, Ventura Salimbeni, Francesco Vanni, Astolfo Petrazzi, Stefano Volpi è affidata l’insieme della decorazione pittorica interna costituita da tre grandi pale d’altare, accompagnate da tele di minori dimensioni il cui programma iconografico si sviluppa intorno alle storie di san Galgano, santa Caterina da Siena e san Raimondo di Pennafort, santo a cui è appunto intitolata la chiesa.

Tutti i dipinti sono accompagnati da un’elegante apparato di cornici, colonne e frontoni ora in marmi policromi, ora in stucco con formelle dipinte a finto bronzo, dove sono raffigurate scene della vita di Cristo oltre ad a un cornicione con simboli della Passione. L’apparato decorativo, sia scultoreo che pittorico testimoniano perfettamente come il barocco e lo spirito controriformistico dell’epoca riescano a fondersi con esiti sorprendenti sul piano dell’impatto visivo.

Sulla parete sinistra è collocato il dipinto raffigurante San Michele Arcangelo appare a San Galgano firmato e datato 1613 da Rutilio Manetti che precede la pala d’altare con la Morte di San Galgano, ritenuta opera di collaborazione tra Ventura Salimbeni e Francesco Vanni. Segue I parenti tentano di distogliere San Galgano dalla vita eremitica, ancora di Rutilio Manetti, risalente al 1613. In fondo alla parete sinistra troviamo la raffigurazione del miracolo di San Raimondo che cammina sulle acque, attribuita a Stefano Volpi, mentre alla sinistra dell’altare maggiore è collocata un’Adorazione dei Magi di Astolfo Petrazzi, che precede la grande pala con la Natività, iniziata da Alessandro Casolani e portata a termine dopo la sua morte da Francesco Vanni. Alla destra dell’altare è inserita la tela di Giovanni Battista Giustammiani detto il Francesino con la Circoncisione di Gesù. Queste ultime tre opere sono state recentemente restaurate dalla Fondazione Conservatori Riuniti e riportate dunque all’antico splendore come gli stucchi dorati che decorano la parte sopra l’altare maggiore.

Spostando lo sguardo sulla parete destra, una tela di Francesco Rustici detto il Rustichino illustra San Raimondo resuscita un fanciullo. Specularmente alle tele dedicate a san Galgano troviamo tre scene legate alla vita di santa Caterina: Gesù restituisce l’abito del povero a Santa Caterina e Santa Caterina dona il suo mantello al povero entrambe di Sebastiano Folli e la grande pala con le Nozze mistiche di Francesco Vanni, databile al 1601. La Chiesa ospita al suo interno preziosi oggetti d’arte orafa, una collezione di sculture e paramenti sacri oltre ad un pulpito in legno realizzato da Agostino Fantastici.

Recentemente la Fondazione Conservatori Riuniti di Siena, grazie ad interventi di restauro di tipo conservativo e strutturale, ha potuto riaprire al pubblico la chiesa riallestendo inoltre i vecchi locali della sacrestia presso cui sono conservate tre importanti opere d’arte quali la Santa Caterina d’Alessandria di Jacopo della Quercia, l’Assunta di Domenico di Bartolo e una Madonna col Bambino del Marrina e infine una tavola di Sano di Pietro rubata negli anni Cinquanta e ritrovata in un catalogo d’asta del 2007.

La politica della Fondazione, proprietaria della Chiesa di San Raimondo al Refugio, si orienta nell’interesse della promozione e valorizzazione dei beni storico-artistici di sua proprietà che comprendono un vasto patrimonio di oggetti. La missione dell’istituzione è quella di divulgare la conoscenza del storia dei Conservatori tramite attività di visite guidate, di organizzazione di eventi culturali, di restauro e di collaborazione con gli studenti che si dedicano allo studio di opere d’arte di appartenenti alla Fondazione.Recentemente i Conservatori hanno attivato rapporti con istituzioni sia pubbliche che private per l’organizzazione di importanti mostre ed eventi che si terranno durante il 2017. Queste partnership vedono la Fondazione impegnata nell’allestimento, nel prestito di opere d’arte e nell’ideazione di progetti legati a esposizioni anche fuori dai locali della Chiesa di San Raimondo al Refugio. Inoltre la Fondazione, grazie ad una convenzione stipulata con il Touring Club Italianoche ha messo a disposizione i propri volontari per la sorveglianza e l’illustrazione dei tesori di proprietà, ha potuto aprire al pubblico la Chiesa tutti i mercoledì e i sabati dalle 9.30 alle 13.00. All’interno dell’edificio sono allestite mostre temporanee di oggetti appartenenti alla Fondazione per permettere al visitatore di poter ammirare opere legate alla storia dei Conservatori come ceramiche, libri antichi, fotografie, dipinti, sculture ed oggetti di arredo liturgico. In questo periodo la Chiesa ha potuto accogliere numerosissimi visitatori contribuendo così alla valorizzazione del territorio e della città di Siena.