PREAMBOLO

Le origini dei Conservatori Riuniti di Siena, detti “del Refugio” risalgono alla fine del XVI° secolo. Già nel 1580 un cittadino senese, Domenico Billò, rigattiere, dava ospitalità nelle proprie case di via Fieravecchia alle giovani indigenti e per sua iniziativa si costituì in quegli anni la “Congregazione delle Povere Abbandonate”.
Fra i principali sostenitori della Congregazione fu il nobile senese Aurelio Chigi, che, alla morte del Billò, avvenuta il 12 Luglio nel 1593, gli subentrò nella carica di Camarlengo della Congregazione e dette grande impulso all’opera intrapresa dal suo predecessore in favore della gioventù femminile.

Nello stesso anno 1593 acquistò il vicino Palazzo di San Galgano, così detto per l’originaria appartenenza ai monaci dell’omonima Abbazia, fondò un’altra Congregazione detta “delle Vergini del Soccorso” destinata all’asilo delle giovani appartenenti a famiglie nobili decadute ed infine, nel 1601, dette inizio alla costruzione della Chiesa di San Raimondo al Refugio, che conserva ancora al suo interno, preziose opere d’arte rappresentative della pittura, scultura e delle arti minori del seicento senese. Le due Congregazioni, “delle Povere Abbandonate” e “delle Vergini del Soccorso”, coabitarono per circa settanta anni.

La separazione avvenne nel 1674 quando le “Povere Abbandonate”, ossia le giovani non appartenenti a famiglie patrizie, furono trasferite nel vicino Monastero di San Girolamo. Il rigore amministrativo, la scrupolosa applicazione delle regole volute dal Fondatore e l’efficacia dell’opera educativa che si svolgeva all’interno della Congregazione meritarono l’apprezzamento e la generosità di molti cittadini e, in particolare, di nobili e di alti prelati, che nel corso dei successivi decenni concorsero con donazioni e legati testamentari a dotare l’istituzione di un patrimonio di notevole valore. Una significativa trasformazione avvenne alla fine del ‘700. Il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo , col motuproprio del 21 Marzo 1785 decretò la soppressione di molti conventi con il proposito di trasferire dalle istituzioni ecclesiastiche alle istituzioni laiche il compito di educare ed istruire i giovani. A seguito di tale provvedimento furono trasferite presso la sede del Refugio ospiti provenienti da altri Conventi, in particolare da quello di Monna Agnese, e per il loro accoglimento si aggiunsero ai locali già esistenti quelli del contiguo Convento di Santa Monaca. Per volere dello stesso Granduca la Congregazione delle Vergini del Soccorso, detta anche “delle Abbandonate nobili” modificò la propria missione divenendo “Conservatorio di San Raimondo al Refugio destinato all’educazione e all’istruzione delle giovani nobili. I programmi scolastici prevedevano oltre all’insegnamento della lingua italiana, dell’aritmetica, della storia e della geografia, l’insegnamento di tre lingue straniere, francese, inglese e tedesco e corsi di musica, di disegno, di composizione poetica, di danza, di cucito, di ricamo, ed altro. Nel 1891 un decreto reale del 4 Gennaio stabilì l’unificazione nella sede del Refugio dei Conservatori di San Raimondo e di un altro Conservatorio formatosi per effetto della riforma Leopoldina, denominato “di Santa Maria Maddalena”, dando origine alla nuova denominazione di “ Regi Conservatori Riuniti di Siena” e pose l’Istituzione sotto il controllo del Ministero della Pubblica Istruzione.

La disciplina giuridica degli Istituti Pubblici di Educazione Femminile fu oggetto di due provvedimenti legislativi che, non casualmente, seguirono la firma dei Patti Lateranensi: il Regio decreto 23 dicembre 1929 ed il Regio Decreto 1° ottobre 1931 che contiene, tra gli altri, l’elenco dei Conservatori della Toscana, fra cui i “Conservatori Riuniti di Siena”. Per tutta la prima metà del ‘900 i Conservatori furono divisi in tre sezioni sotto un’unica direzione: l’Educandato consistente in una scuola elementare; il Convitto che dava ospitalità ad alunne iscritte ai vari istituti scolastici cittadini; il Pensionato per signore e signorine italiane e straniere venute a Siena per motivi culturali in genere, nel cui ambito erano previsti alcuni posti gratuiti (i cosiddetti “posti Chigi”) per signore nubili anziane. Nel 1928 una seconda fusione aggregò ai Regi Conservatori Riuniti il Convitto Comunale femminile dei Tufi, ubicato negli ex locali del Conservatorio di Santa Maria Maddalena, cui era collegato l’Istituto Magistrale.

Nello stesso anno fu stipulata una convenzione con il Comune di Siena il quale prendeva in locazione parte dei locali del Refugio per adibirli a sede dell’Istituto Magistrale “Santa Caterina da Siena”cui era annesso anche un Giardino d’infanzia.
Tale rapporto proseguì - con la sola interruzione negli anni 1943 (allorché i locali furono requisiti per ospitare profughi e sfollati, soprattutto livornesi) e 1944 (allorquando i Conservatori furono sede anomala di comandi degli alleati) - fino al 1964 quando la dichiarazione di inagibilità dei locali e la difficoltà di operare difficili trasformazioni ambientali e gestionali, misero addirittura a repentaglio la sopravvivenza dell’Istituzione. Fu merito dell’allora Presidente della Commissione amministrativa, Professor Pietro Cinughi de Pazzi e dei suoi Consiglieri, Ingegner Giorgio Pini e Avvocato Giuseppe Angelotti, aprire un nuovo ciclo della vita dell’Istituzione, attraverso un accordo con l’Università di Siena con il quale si concessero in locazione, per destinarli a sede della nuova Facoltà di Lettere e Filosofia, i locali di via Fieravecchia ed il Palazzo di San Galgano che fu successivamente acquistato dalla stessa Università.

Tale accordo consentì la completa ristrutturazione dei locali di via del Refugio che, a partire dal 1976, furono, come lo sono ancor oggi, Sede del Convitto dove trovano ospitalità giovani studentesse universitarie provenienti da ogni parte d’Italia per frequentare l’Ateneo senese. Lo Statuto che segue reca modifiche al precedente del 1955, senza peraltro alterarne la storica funzione correlata all’ istruzione, all’educazione ed alla cultura. Le nuove norme si sono rese necessarie per ottemperare alle disposizioni contenute nell’art. 1 sexies della Legge 3 Febbraio 2006, n. 27, che trasforma i Conservatori Femminili Riuniti in Fondazione di diritto privato.